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giovedì 23 febbraio 2012

La persecuzione dei cristiani oggi

Cosa vuol dire essere cristiani oggi?
Ma soprattutto, cosa vuol dire essere cristiani cattolici oggi?

La parola di Gesù vale per sempre. In risposta a Pietro, che con la sua esclamazione "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito" (Mc 10:28) sembrava chiedere al Divin Maestro quale fosse la ricompensa dei giusti, Egli rispose: "In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi" (Mc 10:29-31).

E' stato calcolato che i martiri cristiani, negli ultimi 2000 anni, ammonterebbero a 70 milioni, di cui 45 milioni solamente nel XIX secolo. Perché questo incredibile aumento di odio verso il cristianesimo? Nessuna religione è stata ed è perseguitata quanto quella cristiana: specifichiamo che ad essere uccisi sono in gran maggioranza cattolici e in buona parte anche fratelli protestanti. I monaci buddisti che si danno fuoco nelle strade del Tibet e i kamikaze islamici che si fanno saltare in aria in Palestina o in Afghanistan non sono risposte ad un odio antireligioso, ma a questioni prettamente politiche ed umanitarie, che meritano senza dubbio una giusta attenzione da parte delle autorità competenti. Nessuna religione è quindi odiata quanto quella cristiana, ma perché?

Innanzitutto perché il cattolicesimo è la religione più diffusa nel mondo. Questo deve far fronte agli integralismi religiosi, alle usanze tradizionali spesso cruente che vengono applicate nei confronti di chi viene ritenuto diverso o pericoloso. Ma quando si apprende che la maggioranza dei martiri del secolo scorso appartiene al Vecchio Continente, la nostra Europa, che affonda le sue radici nel cristianesimo più autentico, c'è da inorridirsi. A dare più vittime sono stati i totalitarismi europei, in primis il comunismo sovietico, seguito dal nazismo in Germania. Insomma, se c'è qualcosa che sembra mettere d'accordo dittatori e tiranni è l'odio per i cristiani. Essi hanno paura del cristianesimo perché è la religione dell'amore e della speranza, della giustizia e della verità, quella verità così scomoda ai poteri mondani, siano essi occulti o manifesti.

Ancora oggi, il 75% di coloro che vengono uccisi per motivi religiosi sono cristiani e le cifre mostrano un aumento di crescita. La propaganda anticristiana oggi ha una eco fortissima tramite quell'impalcatura della menzogna chiamata televisione, diffondendo lentamente quest'odio o, peggio, indifferentismo negli animi occidentali. Non a caso, il cardinale americano Burke ha parlato in questi giorni di una vera e propria persecuzione in vista per i cattolici statunitensi (non africani o cinesi!) e si sente sempre più spesso parlare di dimissioni papali.

Ho così deciso di pubblicare una serie di articoli scritti da una pubblicazione ACS ("Associazione Chiesa che soffre") sui cristiani perseguitati nel mondo, sui Paesi più intolleranti: Corea del Nord, Afghanistan, Iran, Malaysia, Nigeria, Vietnam, Iraq e Pakistan.

Ho deciso di dar voce a questa Verità, fin troppo taciuta dai media perché non inerenti ai vari progetti di sensibilizzazione di massa o propagande affini.
Gaetano Masciullo

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